Luna Piena – Trasformare le ferite in feritoie: La storia di Francesca

Nella puntata di oggi voglio raccontarti la storia di una ragazza che seguo per la ricerca di gravidanza, leggendo direttamente le sue parole.

La ringrazio di cuore per avermi dato l’opportunità di condividere le sue parole e la sua storia, per poter aiutare altre donne come lei, che non si sentono comprese e sostenute in un percorso in cui si sono trovate un po’ per caso e un po’ perché si sentivano obbligate e sentivano di non avere altra scelta.

Io voglio aiutarti, penso fortemente che nessuno debba prendere decisioni perché pensa che sia l’unica strada possibile, le decisioni vanno prese con consapevolezza e perché so quale strada intraprendere e come, consapevole delle mie risorse per fronteggiare periodi difficili.

 

Eppure spesso una donna e una coppia che cerca una gravidanza si affida ad un percorso medico perché pensa di non avere alternative.

E’ un’affermazione forte ma sono profondamente convinta che c’è qualcosa di più importante di una gravidanza e sei tu, la vostra coppia.

 

E allora per colmare quello che spesso è un vuoto tra il prima di un percorso medico e il dopo, io posso aiutarti, non ti assicurerò una gravidanza e non è il mio obiettivo perché non ho potere su quello, come non ce l’hai tu nè nessun altro. Ma posso aiutarti a ritrovarti, a ritrovare te stessa, vedere le meravigliose risorse che hai dentro di te e su cui puoi far leva quando arriveranno momenti difficili, in qualunque percorso deciderai di seguire in futuro.

 

Ricevo molte email di richiesta di informazioni, in cui mi si chiede “non riesco a rimanere incinta, puoi aiutarmi?” e molto spesso la mia risposta è che non posso aiutarti ad avere una gravidanza ma a stare bene sì e ad accogliere positivamente il momento giusto per te sì.

Ed è esattamente il percorso che ha fatto Francesca, sono fiera di come sta lavorando su di sé, ha fatto passi da gigante in pochissimo tempo e sta cominciando piano piano a raccogliere i frutti del suo corpo finalmente ascoltato e preso in considerazione.

Ti leggo con gioia le sue parole, in questa lettera aperta per tutte le donne e le coppie che sono nel difficile percorso di cercare una gravidanza che non arriva:

“Ciao! mi chiamo Francesca, ho 30 anni e da circa 2 anni sto provando insieme al mio compagno ad avere un bambino…

Ci siamo approcciati a questa nuova avventura con entusiasmo iniziale e voglia di vivercela al meglio, pensando che di lì a breve sarebbe arrivato un fagiolino…

dopo un anno circa di tentativi, oltre al dispiacere di non esserci riusciti, la sensazione che ci accompagnava era quella di non essere abbastanza, di non essere in grado o meritevoli di un dono così importante!

Fatte le visite di routine, dopo essermi sentita classificare come non sana, per avere una tuba non aperta, ho iniziato a sentirmi davvero una donna incompleta, inutile, a volte mi sono anche chiesta perché il mio compagno dovesse stare con me, dato che per i dottori ero io il problema.

Da lì abbiamo intrapreso un percorso di procreazione medicalmente assistita, emotivamente forte in cui la sensazione prevalente è quella di smarrimento e non ho ricevuto molto sostegno.

Ad un certo punto come per magia, o forse come dico io, il destino ha fatto entrare nel mio cammino Alessia… e da lì non è una frase fatta… si è aperto un mondo!

Un mondo bellissimo, di prospettive diverse, di scoperta.

Scoperta innanzitutto di me stessa, di connessione e di ascolto.

Ascoltarmi? io? ma perché io davvero posso ascoltarmi? e come in che modo? tutte queste domande mi hanno dato modo di lavorare su di me, di entrare in connessione con quello che davvero io desidero, e credo di me. Ho scoperto di avere una grande forza che mi guida nelle mie decisioni, ho imparato ad ascoltarla quella voce, dandogli spazio e modo di dirmi ciò che è più giusto per me, senza dovermelo sentir dire da qualcuno di esterno!

Grazie ad Alessia e alla sua maestria nell’insegnarmi che io vengo prima di tutto, ho imparato ad amarmi, iniziando a nutrirmi in modo sano, a fare attività fisica, a meditare, a fare pratiche naturali che mi potessero aiutare a sostenere il mio ciclo mestruale e non più a combatterlo o a  odiarlo.

Ho capito di essere una donna e quindi di avere una ciclicità, che i nostri sbalzi di umore derivano dalle varie fasi che attraversiamo, e non dall’essere strane e lunatiche, come spesso la cultura ci fa pensare!

Ho imparato a rispettare le varie fasi del ciclo, sfruttandone a pieno le potenzialità che ognuna di esse ha in serbo per noi!

Adesso ho deciso di lasciare il percorso di Pma, perché voglio affidarmi alla natura e al mio sentire che in questo momento mi guida e mi dice che prima di tutto ci sono io, ci siamo noi come coppia e come famiglia, se questo bambino arriverà lo accoglieremo come il dono più prezioso della nostra vita…

A volte le cose che ci succedono le comprendiamo solo a posteriori, e adesso riguardando indietro ho capito che quello che è stato, è la cosa più giusta per me, ho imparato ad amare il mio destino e a trasformare le ferite in feritoie, è da lì che entra la luce!

Quella luce che mi ha dato modo di incontrare Alessia e dedicarmi alla mia rifioritura.

il mio percorso non è più di ricerca della gravidanza ma si basa sul benessere mio e del mio compagno.

Il nostro obiettivo è indiscutibilmente arrivare sulla luna, ma male che vada avremmo camminato tra le stelle!”.

 

Francesca ha lavorato su di sé e io sono veramente grata di averla accompagnata. Io sono stata un supporto, ma il lavoro è stato fatto da lei perché tutto parte sempre da te stessa, non da chi hai intorno.